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Come programmare: la guida completa per iniziare da zero nel 2026

di Rino Picardi Come programmare: guida per iniziare da zero

Vuoi imparare a programmare ma non sai da dove iniziare? Sei nel posto giusto. In questa guida trovi tutto quello che serve per partire da zero: cosa significa davvero programmare, quale linguaggio scegliere in base a ciò che vuoi costruire, i passi concreti da fare nelle prime settimane e una risposta onesta alla domanda che oggi si fanno tutti: ha ancora senso imparare a programmare adesso che esiste l’intelligenza artificiale?

Spoiler: sì, e ti spiego anche perché è il momento migliore degli ultimi dieci anni.

Cosa significa programmare (in parole semplici)

Programmare significa scrivere istruzioni che un computer può eseguire. Queste istruzioni si scrivono in un linguaggio di programmazione, cioè una lingua con regole precise che sia tu che la macchina potete capire.

Ogni cosa digitale che usi ogni giorno è fatta di codice: l’app della tua banca, il sito su cui ordini la cena, il navigatore in auto, il videogioco sul tuo smartphone. Dietro ognuno di questi c’è qualcuno che ha scritto, riga per riga, le istruzioni che li fanno funzionare.

La buona notizia è che non serve essere geni della matematica. Programmare è soprattutto un modo di ragionare: scomporre un problema grande in tanti problemi piccoli e risolverli uno alla volta. È una capacità che si allena, esattamente come imparare una lingua straniera o uno strumento musicale.

Ha senso imparare a programmare nell’era dell’AI?

È la prima domanda da affrontare, perché se stai leggendo questa guida nel 2026 te la sei fatta di sicuro: “Con ChatGPT, Claude e Copilot che scrivono codice, ha ancora senso studiare programmazione?”

La risposta è sì, ma il mestiere è cambiato. Ecco cosa succede davvero nel mondo del lavoro:

  • L’AI scrive codice, ma qualcuno deve capirlo. Gli strumenti AI generano codice velocemente, ma sbagliano, inventano soluzioni fragili e vanno guidati. Chi non sa programmare non è in grado di valutare, correggere e integrare quello che l’AI produce. Il valore si è spostato dallo scrivere ogni singola riga al saper progettare, verificare e mettere in produzione.
  • È nata una nuova figura: lo sviluppatore AI. Le aziende cercano persone capaci di costruire applicazioni che usano l’intelligenza artificiale: chatbot, agenti AI, sistemi RAG che interrogano documenti aziendali, integrazioni con i modelli linguistici. Sono competenze nuove, richiestissime, e chi parte oggi non ha decenni di ritardo da recuperare rispetto ai veterani: su queste tecnologie partite quasi tutti dallo stesso punto.
  • Chi programma con l’AI è più produttivo, non sostituito. Un principiante che impara oggi ha un tutor disponibile 24 ore su 24: può farsi spiegare un errore, chiedere un esempio alternativo, farsi correggere un esercizio. Imparare a programmare nel 2026 è più veloce di quanto lo sia mai stato.

Se ti interessa proprio questa direzione, dai un’occhiata al percorso AI Expert: parte dalle basi e arriva a farti costruire agenti AI, chatbot, applicazioni RAG funzionanti e molto altro.

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Come iniziare a programmare da zero: i 7 passi

Ecco la roadmap concreta, quella che avrei voluto avere io quando ho iniziato.

  1. Decidi cosa vuoi costruire
    Non partire dal linguaggio, parti dall’obiettivo. Vuoi creare siti web? App per smartphone? Lavorare con i dati? Costruire applicazioni con l’AI? La risposta determina tutto il resto del percorso. Se non lo sai ancora, nessun problema: il web development è il punto d’ingresso più comune e più flessibile, e le basi che impari lì valgono ovunque.
  2. Scegli UN linguaggio e restaci fedele
    L’errore numero uno dei principianti è saltare da un linguaggio all’altro. Scegline uno (nella prossima sezione ti aiuto a farlo) e portalo avanti finché non riesci a costruire qualcosa di tuo. I concetti fondamentali (variabili, condizioni, cicli, funzioni) sono gli stessi in tutti i linguaggi: impararli bene una volta significa impararli per sempre.
  3. Segui un corso strutturato, non tutorial a caso
    Su YouTube trovi migliaia di video, ma senza un ordine logico rischi il “tutorial hell”: guardi tanto, costruisci niente. Un corso strutturato ti dà una progressione sensata, esercizi con soluzioni e la certezza di non avere buchi nelle basi. È il motivo per cui i nostri percorsi professionali sono organizzati in sequenze precise di corsi, dal primo “Hello World” fino a progetti completi.
  4. Scrivi codice ogni giorno, anche solo 30 minuti
    La programmazione si impara con le dita, non con gli occhi. Guardare una videolezione senza replicare il codice è come imparare a nuotare leggendo un manuale. Trenta minuti al giorno battono cinque ore ammassate la domenica: la costanza costruisce memoria e abitudine.
  5. Rompi le cose, poi aggiustale
    Prendi il codice degli esempi e modificalo: cambia un valore, aggiungi una funzione, prova a farlo fallire. Gli errori non sono il segno che non sei portato, sono lo strumento con cui si impara. Ogni messaggio di errore che risolvi da solo vale più di dieci lezioni.
  6. Costruisci un progetto tuo
    Appena hai le basi, crea qualcosa di personale: una pagina web sul tuo hobby, uno script che rinomina i file, un piccolo gioco. Il progetto personale è ciò che trasforma le nozioni in competenza, ed è anche la prima cosa che mostrerai a un colloquio.
  7. Impara gli strumenti del mestiere
    A un certo punto ti serviranno Git per gestire le versioni del codice (qui trovi il percorso Git Expert), un minimo di database e SQL, e la capacità di usare bene gli assistenti AI. Non serve tutto subito: arrivaci quando il codice di base non ti spaventa più.

Quale linguaggio di programmazione scegliere nel 2026

Ecco la tabella che risponde alla domanda in base a quello che vuoi fare:

Cosa vuoi costruire Linguaggio consigliato Da dove partire
Applicazioni AI, agenti, chatbot, MCP, data science Python Percorso Python Developer e poi AI Expert
Analisi dati e machine learning Python Percorso Data Scientist
Siti e applicazioni web (lato utente) JavaScript (+ HTML e CSS) Percorso JavaScript Developer
Applicazioni web complete, front-end e back-end JavaScript + PHP (o Node.js) Percorso Full Stack Developer – Percorso Node.js Developer
Interfacce web moderne JavaScript + React (oppure Angular o Vue.js) Percorso React Developer – Percorso Angular Developer – Percorso Vue.js Developer
Software aziendale e back-end robusti Java o .NET Percorso Java Web Developer – Percorso .NET Web Developer
Siti dinamici, e-commerce, WordPress PHP Percorso PHP Developer
App Android Java / Kotlin Percorso Android Developer
App iPhone e iPad Swift Percorso Swift Developer

Due consigli pratici:

  • Se non sai proprio cosa scegliere, parti da Python. È il linguaggio più leggibile per un principiante, è lo standard dell’intelligenza artificiale e della data science, e il suo mercato del lavoro è in piena espansione.
  • Se ti attira il web, parti da HTML e CSS (tecnicamente non sono linguaggi di programmazione, ma sono la porta d’ingresso del web) e poi passa a JavaScript. Il nostro corso Introduzione a HTML e CSS è il punto di partenza ideale.
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Il tuo primo programma: proviamo subito

Vuoi vedere quanto è accessibile? Questo è un programma Python completo e funzionante:

nome = input("Come ti chiami? ")
print(f"Ciao {nome}, benvenuto nel mondo della programmazione!")

anni_esperienza = 0
if anni_esperienza == 0:
    print("Tutti i grandi programmatori sono partiti esattamente da qui.")

Tre concetti fondamentali in sei righe: una variabile che memorizza un dato (nome), un input dell’utente, una condizione che decide cosa fare (if). Puoi provarlo anche subito online su un interprete Python nel browser, senza installare nulla. Se ti è venuta voglia di capire come continua, il corso Fondamenti di Python parte esattamente da qui.

Quanto tempo ci vuole per imparare a programmare?

Dipende dall’obiettivo, ma ecco riferimenti realistici con studio costante (circa un’ora al giorno):

  • 1-2 mesi: padroneggi le basi di un linguaggio e scrivi piccoli programmi autonomi.
  • 4-6 mesi: costruisci progetti completi (un sito dinamico, una web app semplice, uno script di automazione utile).
  • 9-12 mesi: raggiungi un livello spendibile per candidarti a posizioni junior, con un portfolio di progetti da mostrare.

Non è una gara. C’è chi va più veloce perché ha più tempo e chi va più lento perché studia la sera dopo il lavoro: entrambe le strade portano a destinazione, quello che conta è non fermarsi.

Programmatore: sbocchi di lavoro e stipendi

Quella dello sviluppatore resta una delle professioni più richieste in Italia: le aziende faticano a trovare candidati preparati, e le figure legate all’intelligenza artificiale sono oggi le più ricercate in assoluto.

I ruoli più comuni per chi inizia: sviluppatore web (front-end, back-end o full stack), sviluppatore mobile, sviluppatore software, e le figure emergenti come AI developer e data analyst. Gli stipendi variano molto per zona e azienda, ma la traiettoria è chiara: si parte da retribuzioni junior nella media del mercato e si cresce rapidamente con l’esperienza, con le specializzazioni AI e cloud che oggi spuntano le retribuzioni migliori. Un altro vantaggio concreto: è uno dei settori con la più alta diffusione di lavoro da remoto.

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Gli errori da evitare quando inizi

  • Voler imparare tutto insieme. Un linguaggio alla volta, un concetto alla volta.
  • Guardare senza scrivere. Ogni lezione va replicata con le tue mani.
  • Copiare dall’AI senza capire. Usa l’AI come tutor che ti spiega, non come distributore di soluzioni pronte.
  • Mollare al primo muro. Tutti si bloccano, i programmatori esperti si bloccano ogni giorno. La differenza la fa chi cerca, chiede e riprova.
  • Aspettare di “sentirsi pronti” per fare progetti. Non ti sentirai mai pronto: si impara costruendo.

Domande frequenti

Posso imparare a programmare da autodidatta?

Sì, moltissimi sviluppatori professionisti hanno iniziato così. La chiave è seguire un percorso strutturato invece di materiale sparso, fare pratica quotidiana e costruire progetti propri. Un corso online ben organizzato ti dà la struttura dell’università con la flessibilità dell’autodidatta.

Serve la laurea in informatica per lavorare come programmatore?

No, non è obbligatoria. Nel settore contano soprattutto le competenze dimostrabili: molte aziende valutano il portfolio di progetti e le prove pratiche più del titolo di studio. La laurea resta un’ottima base teorica, ma non è l’unico ingresso nella professione.

Serve essere bravi in matematica?

Per la maggior parte dello sviluppo web e delle applicazioni basta la logica di base. La matematica avanzata serve solo in ambiti specifici come machine learning, grafica 3D o calcolo scientifico, e comunque si può imparare strada facendo.

Qual è il miglior linguaggio di programmazione per iniziare?

Python è la scelta più consigliata per chi parte da zero: sintassi leggibile, community enorme ed è il linguaggio di riferimento per l’intelligenza artificiale. Se il tuo obiettivo è il web, JavaScript è l’alternativa perfetta.

Si può ancora trovare lavoro come programmatore con l’AI?

Sì. L’AI ha cambiato il modo di lavorare, non eliminato il lavoro: le aziende cercano sviluppatori capaci di usare gli strumenti AI e, sempre di più, di costruire applicazioni basate sull’AI. Sono nate figure nuove, come l’AI developer, con più domanda che offerta.

A che età si può imparare a programmare?

A qualsiasi età. Abbiamo studenti che iniziano a 16 anni e studenti che cambiano carriera a 40 o 50. La programmazione non ha limiti anagrafici: servono curiosità e costanza, non un’età giusta.

Da dove iniziare, concretamente, oggi

Se sei arrivato fin qui, il passo successivo è semplice: scegli il tuo obiettivo nella tabella qui sopra e inizia dal percorso corrispondente. Su devACADEMY un’unica iscrizione ti dà accesso a tutti i corsi e i percorsi del catalogo, in italiano, con quiz di verifica e la possibilità di studiare al tuo ritmo, da qualsiasi dispositivo.

Il momento migliore per iniziare a programmare era dieci anni fa. Il secondo momento migliore è oggi.

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